La fama e la notorietà della Orsoni affonda le proprie radici nella Venezia del XIX secolo, grazie all’intraprendenza e doti artistiche di Angelo Orsoni.
Nato attorno alla metà dell'Ottocento da famiglia muranese, Angelo Orsoni trascorre a Murano la sua giovinezza, lavorando come operaio nelle fornaci.
Ben presto, però, il lavoro diventa per lui una passione e si specializza nella fabbricazione del cristallo, dei vetri colorati e dell'avventurina.
Si accorge di lui un celebre mosaicista, Giandomenico Facchina, che, aprendo una fornace per la fabbricazione del mosaico a Venezia, lo vuole con sé come tecnico addetto alla lavorazione degli smalti. Quando il Facchina si trasferisce in Francia, Orsoni non vuole seguirlo e il celebre mosaicista gli dona il suo laboratorio: è il 1888.
L'anno seguente, Angelo Orsoni si presenta all’Esposizione di Parigi.
Quando nel 1889 Angelo Orsoni intraprende la via di Parigi, forse non immagina nemmeno il successo che avrebbe accompagnato la sua idea originale e coraggiosa.
Il successo arriva ed è grandissimo: quel pannello multicolore, noto come campionario di smalti e ori musivi ed esposto accanto alle più ardite realizzazioni della tecnica,  diventa subito opera d'arte e testimonianza d'ingegno, rappresentando per Angelo Orsoni il primo importante traguardo di una vita votata al mosaico.
Sono gli anni del Liberty e il mosaico esce dalla sfera dell'arte sacra per scoprire un’inedita vocazione civile. La produzione  conosce una forte ripresa. 
Agli inizi del secolo Angelo Orsoni trasferisce la fornace alla fondamenta di Cannaregio, dove tuttora si trova. Mentre affina ulteriormente la ricerca sul colore, trova il modo di estrinsecare la sua genialità nel campo dell’innovazione tecnologica, introducendo il riscaldamento a carbone e inventando una pressa a cilindro rotante per comprimere la pasta vetrosa incandescente, in modo da ottenere una maggiore uniformità sulla superficie delle tessere. Il nome di Orsoni  si lega ben presto alla realizzazione di grandi opere e acquista notorietà sul piano internazionale.
L’eredità culturale, oltre che tecnica, lasciata al figlio Giovanni dal grande Angelo, dopo la sua morte nel 1921, non viene tradita: si devono alla sapiente opera di Giovanni Orsoni favolose decorazioni musive delle guglie della Sagrada Familia a Barcellona, frutto del genio di Gaudì, l’interno dell’Altare della Patria a Roma e la stupefacente Sala d’oro del Municipio di Stoccolma, dove vengono consegnati i premi Nobel.
Giovanni è assistito nel lavoro dal figlio Angelo, che gli succede alla sua morte, nel 1935.
Dopo la guerra, la produzione della ditta Orsoni riprende con vigore e nuova lena, con Angelo affiancato dal figlio Ruggero.
Nel 1969, alla morte del padre, Ruggero continua con passione la tradizione familiare, assieme al fratello Lucio Orsoni, che introduce, accanto alla realizzazione degli smalti, una nuova attività: un atelier per la realizzazione di opere musive ed artistiche.
Nel 2003 l’entrata della  Orsoni nel Gruppo Trend  suggella l’unione delle sensibilità artistiche, dei talenti e delle esperienze di Lucio Orsoni, Presidente Onorario della Angelo Orsoni e di Pino Bisazza, presidente di Trend e dell’azienda Veneziana.
Oggi, i mosaici Orsoni sono presenti in tutto il mondo: da Westmister a Londra alle cupole e ai Buddha dorati di Bangkok, dai palazzi dei Re di Arabia Saudita alle realizzazioni religiose e artistiche di Budapest, dalla Pagoda del Grand Palazzo dei Reali di Thailandia al Bund 18 di Shanghai.


Angelo Orsoni


 


Il pannello esposto
a Parigi nel 1889

 


la famiglia Orsoni e
le maestranze nel 1912