La tecnica di produzione del mosaico rimanda ad una filosofia veramente unica, che vede il colore come protagonista.
Mentre un pittore maneggia tubetti di colore, compone le sfumature volute per dar corpo alla propria ispirazione artistica e lo scultore trae le forme che gli detta l’ingegno modellando, sottraendo e assemblando la materia, il mosaicista è invece vincolato da una gabbia inesorabile: la possibilità di cogliere le luci e le ombre e quindi il risultato espressivo di un’opera è legata al gioco di incastro di colori già formati e fissati per sempre dal fuoco.
Ecco perché il valore del maestro vetraio nella preparazione del colore assume la valenza di una creazione artistica.
Gli elementi fondamentali del mosaico sono gli stessi delle altre paste vetrose. Nel crogiolo, umile e paziente contenitore predisposto per sottoporre gli oltre milletrecento gradi di temperatura della fornace, le materie prime si fondono e si mescolano a  formare la bianca pasta opaca che costituisce la base del prodotto.
Ma il momento veramente magico è quello della creazione del colore.  Quando si pensa che con poche decine di materie prime di base si riescono ad ottenere alcune migliaia di colori diversi, allora si può cogliere appieno il significato più profondo del fascino di questo materiale. Naturalmente, anche l’arte della produzione del mosaico, come tutte le arti, ha i suoi segreti, le sue “ricette” che gli Orsoni si tramandano gelosamente da quattro generazioni.
Quando il colore e la cottura sono al punto voluto, la pasta viene estratta dal crogiuolo. L'impasto incandescente viene poi sottoposto all'azione di un rullo per ottenere i "pani" di vetro. Questi vengono, quindi, infornati in un particolare forno a scorrimento lento che li porterà gradualmente a temperatura ambiente. Le piastre sono così pronte per essere tagliate.

Ma il duro e suggestivo lavoro della fornace non si esaurisce con la produzione degli smalti.  Anche l’oro mosaico entra a pieno titolo nell’orgoglio dell’ attività artigianale della  Orsoni.
Assurto nei secoli quasi ad emblema stesso del mosaico, l’oro mosaico si compone di tre strati: una foglia d’oro bianco o giallo a 24 carati,  molto sottile, posta tra due strati di vetro, un vetro di superficie sottilissimo a protezione della foglia d’oro, ed uno strato di vetro dello spessore di circa 4 mm.  
La possibilità, poi, di ottenere diversi varianti colore grazie alla tonalità del vetro di superficie, arricchisce ulteriormente l’intrigante luminosità sprigionata dall’abbinamento dell’oro con il vetro.


dettaglio del forno


 


la fornace

 


   


la fornace