Le grandi piastre uscite dal forno vengono tagliate a listelli, quindi vengono ridotte in pezzi più piccoli con trance manovrate esclusivamente a mano. Con riferimento agli smalti, bisogna distinguere fra "smalti" e "smalti piastrina": mentre i primi sono lavorati a trancia e tagliati perpendicolarmente, i secondi vengono tagliati a riga e a lama direttamente sul pane di vetro, dando origine a tessere molto regolari.
Le piastre possono essere sostanzialmente di due spessori, lo smalto propriamente detto i circa 1 cm. e lo smalto piastrina di circa 4 mm.
Le tessere tagliate con la trancia e con forma rettangolare traggono il fascino prezioso della irregolarità, dal “movimento”, dal fatto di essere tagliate perpendicolarmente alla piastra “a spacco”, spessa 1 cm; la loro “faccia” esterna che formerà la superficie della decorazione musiva è in realtà l’interno della piastra, di cui le tessere conservano e portano alla luce tutte le infinite variazioni e sfumature dell’impasto. Le tessere sono tutti pezzi unici e a loro modo irripetibili. Ogni tessera è diversa dall’altra per luminosità, per taglio, per dimensione e per maggiore o minore uniformità della pasta.
La tessera così ottenuta è particolarmente indicata per un uso artistico del mosaico.
Lo smalto piastrina, più regolare si distingue per la superficie piatta e uniforme; in questo caso, quindi, la parte utilizzata “a vista” è la superficie della piastra.

il taglio

 


il taglio


 


tessere