LUCIO ORSONI

"Pensare Mosaico"

 

Lucio Orsoni è cresciuto con 6 fratelli più grandi, nella casa rumorosa e nella fornace annidata nel sestiere di Cannaregio a Venezia. L’enclave della famiglia Orsoni era ricolma di bellezza, dall’incantevole giardino  amorevolmente curato dalla madre di Lucio all’alchimia della produzione del mosaico, la fusione della silice e il calore rapivano il giovane veneziano. A quattro anni, cogliendo ogni occasione che poteva, Lucio si immergeva nelle migliaia di sfumature degli smalti, entrando nella Libreria del Colore per scoprire file e file di colori che andavano dal pavimento al soffitto, ciascuno dei quali con una storia più vivida di un romanzo. Lì, Lucio “si tuffava in una favola, con ciascun colore che rifletteva e assorbiva la luce, creando un’atmosfera magica” che ancora oggi riempie la sua anima.

 

Il vetro divenne per Lucio conforto e ispirazione. Utilizzando le piccole tessere rettangolari, costruiva strutture instabili, sostituendo le ordinarie costruzioni Lego con smalti dai colori brillanti, disponibili in ogni tinta immaginabile.

 

A volte, quando gli veniva permesso, Lucio entrava cautamente nella fornace, rapito dai suoni cristallini, dai movimenti aggraziati e dalle sottili armonie della produzione del vetro. E proprio nella fornace Lucio era testimone della magia di suo padre, capace di inventare e dare luce alle infinite tonalità che coloravano il mondo di Orsoni.

 

Lucio osservava affascinato suo padre raccogliere con cautela una piccola massa di vetro dalla bocca di fuoco, appiattirla in un cerchio perfetto e con una spinta alla superficie metallica romperla in due altrettanto perfette mezze lune. Prima di tuffarlo nell’acqua fredda, avvicinava il vetro alla bocca. Soffiava gentilmente per prepararlo al passaggio dalla fornace al liquido, e mentre soffiava dalle sue labbra usciva un leggero fischio. Per Lucio, senza la magia di quel fischio il colore non sarebbe stato lo stesso, dalla bocca della fornace alla bocca di suo padre, una sorta di rianimazione che dava vita al vetro.

 

Il fatto di ereditare la ricca tradizione di produzione musiva proveniente da quattro generazioni di Orsoni, ha dato a Lucio la capacità e la profonda conoscenza necessaria per tenere in vita il lascito creato dal bisnonno nel 1888. Non riuscendo a limitarsi alla produzione dei luminosi materiali, ha iniziato il suo viaggio di artista, trasformando il vetro che prima era fuso in una geometria musiva astratta con una propria precisa cadenza. Lavorando esclusivamente con l’oro a 24 carati, gli intensi mosaici di Lucio sono stati esibiti internazionalmente e trovano posto in numerose collezioni private. Le sue installazioni architettoniche spaziano da una sublime cappella privata alle astratte onde in mosaico della laguna veneziana che avvolgono gli ospiti in una delle sale da bagno della Domus Orsoni.

 

Lavorando istintivamente, i colori dei suoi mosaici custoditi “gelosamente” nella sua testa, Lucio parte da un bozzetto in bianco e nero per avere la libertà di “pensare mosaico”. E’ solo al momento dell’applicazione del vetro che il colore può emergere dall’immaginazione alla superficie. Senza nessuna interferenza proveniente da precedenti pittorici, i suoi mosaici rappresentano l’autentica culminazione del mezzo.

 

Durante la creazione del mosaico d’oro per Trend, Lucio lavora con suo nipote Stefano Giambino, alla scoperta di nuovi ori colorati. Sperimentando con la cartellina soffiata a mano che protegge l’oro 24 carati, Lucio è stato capace di creare nuovi e provocanti colori ed effetti. Questi nuovi materiali nutrono la sua continua esplorazione del mosaico, sfidando le sue percezioni e ispirandogli nuove opere. I nuovi ori Trend sono ancora più penetranti, secondo Lucio “sono il colore della luce e la luce del colore.”

 

Lucio non ha preferenze per quanto riguarda i colori. Crede che il colore sia sempre un’opinione. Cambierà a seconda di chi lo sta osservando, del momento e dell’ora in cui è guardato, e dei colori che vi sono accostati. In realtà, secondo Lucio, il colore non esiste, “il colore esiste solo dentro di noi.”

 

Il più grande sogno di Lucio era quello di creare una scuola di mosaico all’interno della casa della famiglia Orsoni, e nel 2004 il primo Master in Mosaico è stato offerto come avventura all’interno di artiturismo. Gli studenti risiedono alla Domus Orsoni, nel cuore dell’enclave della fornace. Originariamente il ruolo di Lucio era di insegnare agli studenti che arrivavano da ogni parte del mondo. Ma  ha presto scoperto che stava imparando e ricevendo più di quanto stesse dando.

Gli anni di produzione artistica si erano trasformati in un labirinto fisico e intellettuale, che aveva mitigato la spontaneità e la freschezza così essenziali alla creazione artistica.

È stato vedendo e sperimentando il mosaico attraverso gli occhi dei mosaicisti principianti che Lucio si è liberato, e la sua tavolozza e l’andamento ora trasudano lo spirito rumoroso della sua infanzia.. Per la prima volta ha introdotto gli smalti colorati in tinte sature nelle sue composizioni, che ora hanno quella caratteristica di improvvisazione che è l’essenza del pensare mosaico.