Poesie sul colore

Home > Poesie sul colore

Nel 2018, in collaborazione con il D20 Art Lab dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, è stata creata l’esperienza interattiva “Suoni dalla Biblioteca del Colore”. In questa esperienza, i rossi imperiali, i toni delle carnagioni e i blu vengono narrati attraverso la poesia per immergere il visitatore nel mondo del colore e della sua storia.

Le tre poesie, tradotte nel corso degli anni in diverse lingue, sono il risultato di studi e interviste volti a scoprire i significati dietro la produzione, i nomi ereditati nel tempo e i contesti in cui le tre principali famiglie di colori della fornace prendono vita, un po’ come per magia, e dal 1888, da un patrimonio che viene tramandato anche attraverso le parole.

Grazie all’uso della tecnologia HyperSonic Sound®, l’ascolto è reso possibile solo entrando nel raggio d’azione dell’altoparlante, creando l’impressione che sia il luogo stesso a parlare e a raccontare i suoi straordinari segreti.

Blu

Dicevano di voler catalogare tutti i colori del mondo
per custodirli in una biblioteca di legno dalle ampie mensole 
come si custodiscono i libri preziosi 
perchè non ne andasse perduto nessuno
così che gli uomini sapessero dove andarli a trovare se li avessero dimenticati

Decisero di costruirla sull’acqua perchè galleggiasse se fosse tornato il diluvio
Mandarono allora le spedizioni ai confini della terra
Per il blu avevano ritagliato il cielo e il mare in tante quadrati di ogni sfumatura 
avendo ben cura di averne un pezzetto d’ogni ora e stagione
e avevano colato le notti con le stelle
e tutte le note del blues 
in forme irregolari così che ne 
uscissero delle piastre di vetro dello spessore di qualche centimentro
Se le avvicinavi all’orecchio potevi in lontananza sentire la risacca del mare
e la voce di un uomo scuro che cantava il suo perduto amore

Per fare ogni piastra usavano il vetro trasparente
e ci aggiungevano un corpo, ad incarnarlo
un corpo di pasta bianco

Solo un quadrato di cielo 
rimase puro, come un’anima blu 
tanto denso tanto intenso
da poter essere senza il corpo ugualmente reale
Lo chiamarono Cobalto 
e gli diedero un numero: 201

e poi che vero è in veneto il nome che diamo al vetro
allora forse la verità che tutti cerchiamo
per poterci finalmente placare
è solo una trasparenza che ci fa vedere al di là
cosa c’è dopo e poi ancora e dopo ancora all’infinito
e se la incontri qui in terra ha un corpo di cielo in alto mare
e il suo colore è blu
come certe notti
blu come certe note
blu cobalto

Carnagioni

C’è un antico segreto veneziano 
tra queste mura custodito
ai vostri occhi ben celato

Non sappiamo come accadde se fu un artista o un alchimista
un gran maestro o un artigiano
ma tutti dicono che avvenne a Murano

In ogni volto umano risplende il creato
nell’incarnato del bianco e del nero
nella pelle dell’arabo e dell’indiano
si rivela da secoli lo splendore dell’oro

È il segreto del vetro rosso rubino

Per colorare la carne in ogni sua sfumatura
si usa l’oro puro fuso ad alta temperatura
Per ottenere la madre di ogni creatura
madre tinta rubino
si fonde l’oro puro, che diventa poi una rosa

È bello da sapere e bello da pensare
che anche tra i vetri, come in natura
la rosa della carne sia preziosa da realizzare

Dopo tutto siamo oro
Lo dovremmo ricordare

Imperiali

“il tecnico dei rossi non è ancora nato”
così  mi dicevano
perchè se con cadmio e selenio
non hanno più segreti
difficile é ripeterli  in ogni sfumatura

Li chiamano imperiali
i rossi e i gialli di Orsoni
imperiali
e splendono brillanti dal 1928 sulle guglie della Sagrada Familia a Barcellona

e io pensavo fosse
perchè il sangue è rosso e il sole è giallo
l’impero della vita pensavo, infusa, distillata in quadrati 
ogni luce dell’alba  e del tramonto
racchiusa in una piastra che scalda al tocco
Ogni sangue e ogni anima
perchè i mosaici si fanno anche con le anime 
Le anime sono dei semilavorati
mi disse un maestro del colore davanti alla fornace
Mi piacque tanto quella frase, 
rimase sospesa a galleggiare per un giorno attorno agli occhi
pensai alla mia, semilavorata e sempre indecisa
a fare da spola tra cielo e terra
E le anime sono tre, aggiunse poi mostrandomele
l’anima limone, l’anima all’arancio 
e l’anima di carnagione

Ma i rossi e i gialli sono imperiali perchè la ricetta di cadmio e selenio venne dalla Germania e furono dedicati al suo imperatore
eppure io continuerò a pensare e a raccontare che così son detti perché custodiscono il sole 

Orsoni home